IL MIO PROSSIMO AMORE

Questa mattina sono entrata in un negozio, e la canzone che passava alla radio mi ha fatto fare un triplo salto carpiato all’indietro di qualche decina di anni! La commessa mi ha visto e mi ha guardata preoccupata (non tanto per la mia salute, ma indecisa se chiamare i carabinieri o meno Indeciso)

Vuoi sapere cosa ho ascoltato, e poi cantato per strada tutta la mattina?

 

Ecco qui ….

Per chi guardava la TV negli anni ottanta, queste canzoni sono storia!

Per chi negli anni ottanta è nato, be’ peccato, si è perso delle interpreti straordinarie, capaci di trasmettere un sacco di emozioni! Occhiolino

Ma non voglio fare un trattato di Canzonissima, o compilare qualche super-classifica.

Quello che mi è successo questa mattina sono due cose.

 

Una è che si è riaccesa un' ancora, una potente strategia che si studia con la PNL (Programmazione Neuro Linguistica). L’ancora è una neuro-associazione tra un fatto accaduto ed un emozione provata (magari vi rimando al mio amico Alle Mora per una spiegazione più professionale ;-)). E le canzoni sono un’ancora straordinaria!!!!! Risatona

Ti è mai capitato di sentire una canzone che andava quando ti sei innamorato la prima volta, o nel periodo in eri giovane e spensierato studenti (ehi, magari lo sei ancora, e quindi scegli bene le canzoni che metti nella tua play-list, ti accompagneranno per tutta la vita! Occhiolino)

Oppure le colonne sonore dei film. I film grandi hanno delle colonne sonore altrettanto grandi. In questi giorni, in cui si commemorava il GIORNO DELLA MEMORIA hanno trasmesso due grandi film: “La vita è bella” di Benigni, e “Shindler’s list” di Spielberg. Dimmi un po’ se non basta ascoltare l’incipit delle musiche per non iniziare a commuoversi! E così vale per “Il postino” di Troisi, o anche per …. “Lo squalo” Piango

 

L’altra cosa che è accaduta è ascoltare il testo della canzone della Goggi.

“Sarà più grande il mio prossimo amore ….” (eh si, lo ammetto, sto cantandola anche ora, mentre scrivo, ma ti risparmio l’ascolto …. Imbarazzato).

Quante volte rimaniamo legati a qualcosa che è già finito, che non ci da più nulla, o situazioni in cui noi non possiamo più aggiungere nulla! Molto più spesso di quanto tu creda.

E non parlo solo di storie d’amore, ma anche di amicizie, che ormai hanno esaurito il loro compito, oppure di lavoro.

Certo, l’essere umano teme il cambiamento, eppure questo è l’unica cosa certa. Nulla è come ieri, nulla è nemmeno come un minuto fa. Eppure, anche quando siamo cambiati, diversi, cresciuti, non vogliamo staccarci da vecchie abitudini, che hanno il solo scopo di atrofizzarci ancora di più.

E allora io adesso canto “sarà più grande il mio prossimo amore” perché credo che ci siano sempre nuovi spazi da esplorare, e perché un NO di oggi, per quanto ci possa far soffrire, o ferire nell’orgoglio, significa sicuramente un SI per domani. E io voglio essere pronta ad accogliere i doni che arriveranno. Quindi canto! RisatonaRisatonaRisatona

 

E tu?

Ecco l’esercizio che ti suggerisco: prendi una penna ed un foglio. Anzi prendine due! Occhiolino

Scrivi le cose belle, quelle importanti, quelle che hanno valore per te, quelle dove ricevi molto, ed in cui puoi contribuire con altrettanta generosità. Il titolo di questo foglio è IN. Sorridi, e ringrazia. E rifletti su come puoi renderle ancora più fantastiche di quanto non siano ora! (ricorda c’è sempre spazio per il miglioramento).

Poi prendi il secondo foglio è scrivi OUT. Qui elenca le situazioni che ti vanno “strette” ed impegnati a cambiarle in meglio. E se non puoi, perché non tutto dipende da te, sbarazzatene. Vale per le situazioni, i vestiti, le emozioni improduttive, le scarpe vecchie,  le abitudini, le tazzine “sbeccate”. Risatona

E poi impegnati ad eliminare da questa lista almeno una cosa al giorno.

Ma prima di farlo ringrazia, perché anche queste cose/situazioni, ti hanno reso la fantastica persona che sei.

Buona vita!