Le persone sono belle!

 

Le persone sono belle e non lo sanno!

 

La bellezza delle persone è inversamente proporzionale alla loro consapevolezza!

 

 

E’ per questo motivo che in giro c’è un sacco di gente triste, depressa, arrabbiata e confusa.

Ma c’è una soluzione a tutto questo! Fico

Esiste la figura del coach: ti fa da specchio, e ti permette di ritrovare la tua bellezza. Occhiolino

Come coach non aggiungo nulla a ciò che già esiste, solo che dall’esterno ho un punto di vista privilegiato che mi permette di riconoscere cosa si nasconde nelle pieghe dell’anima di chi ha smarrito la sua propria essenza.

C’è un breve filmato che mi piace sempre mostrare quando spiego il mio lavoro. E’ tratto da “Hook – Capitan Uncino”. È il momento in cui Peter Pan, che ha dimenticato chi è realmente, incontra i bimbi sperduti, guarda qui …


http://www.youtube.com/watch?v=XCYNWouuR3k

Be’ io penso di essere come quel piccolo bimbo di colore, che vede aldilà delle rughe che gli anni, le abitudini, le consuetudini, gli obblighi sociali, le sovrastrutture e le paure, ci hanno stampato addosso, cambiandoci i connotati, e non solo quelli fisici, ma soprattutto quelli dell’anima, offuscando la nostra vera essenza.

E questo vale anche per me! Anch’io quando mi trovo in empasse rispetto ad una decisione da prendere, o rispetto un obiettivo da raggiungere, mi rivolgo ad un coach. Sono fortunata, posso scegliere tra i migliori! RisatonaRisatonaRisatona

Già perché il coach non è che ha sempre tutte le risposte, in particolare quando si tratta di se stessi.

Ma la cosa bella è che so dove andare a cercare le risposte …. O meglio so dove andare a farmi fare le domande giuste, in modo che io possa trovare le mie risposte!

Già, perché un buon coach non da risposte, ricette, soluzioni, ma ti fa le domande giuste per estrapolare le tue risposte, con la consapevolezza e la credenza profonda che sono già dentro di te, oltre lo specchio che non sai guardare.

E’ per questo motivo che qualche giorno fa, durante una sessione di coaching, con una bella persona (e quella persona sa di cosa sto parlando) è arrivata questa domanda: e tu cosa porti in dote?

E come sempre, tornata a casa, l’ho chiesto a me stessa, ed ho iniziato a fare una lista.

Siamo sempre così concentrati a vedere le cose che non vanno, a vedere le carenze (è un paradosso eh?), a

cercare quello che manca, invece di concentrarci su quello che abbiamo, sulla nostra abbondanza.

E nel seguire quello che non c’è, invidiando l’erba del vicino, ci dimentichiamo di annaffiare e curare il nostro giardino!

E poi vogliamo, spesso pretendiamo, che chi vive con noi, chi lavora con noi, sia sempre al top: il migliore amante, il migliore genitore, il migliore figlio, il migliore amico, il migliore collega, socio, capo, dipendente.

Ed allora ecco un buon esercizio per oggi: "Tu cosa porti in dote?"