Mi sono ritrovata a riflettere su una parola, questa mattina, anzi su due, che spesso vengono interpretate come sinonimi, ma che hanno, a mio avviso, una sottile differenza. Sto parlando di DIFENDERE e PROTEGGERE.

 

La seconda mi risuona più come a descrivere l'aspetto femminile e materno, che, con lo sguardo rivolto all'oggetto-soggetto debole, lo racchiude tra le sue mani, o magari lo avvolge con un tenero ed affettuoso abbraccio.

Come un ombrello che ti protegge dalla pioggia, ma non la manda via Indeciso .

La pioggia continua a scendere e magari, se si fa un po' più insistente, ha la meglio su di te.

E, proprio come fa un ombrello, il proteggere "tiene dentro", racchiude, la persona o la cosa preziosa, che rimane in ogni caso prigioniera, alle volte anche dell'amore.

 

L'azione del difendere, invece, mi richiama l'immagine maschile del cavaliere impavido, che fronteggia con coraggio il pericolo, magari anche a rischio della sua vita.

Ragionando in termini di coaching credo che questo vocabolo abbia molto a che vedere con il fatto di sostenere, incoraggiare, e la pro-attività.

Ed è in questo modo che difendiamo le nostre idee, i nostri sogni, i nostri obiettivi: no tenendoli nell'ombra e celandoli nel nostro cuore, ma portandoli fuori, battendoci, litigando se necessario, per difenderli (e difenderci), appunto, dall'oblio.

Quindi, ogni tanto, fai un check delle tue azioni, e pensa quante volte hai passivamente accettato qualcosa da fuori, tenendo per te la tua idea, pensando che non fosse abbastanza importante, o pensando che potesse sopravvivere nella tua memoria.

O invece quante volte hai permesso a te stesso di prendere tutto il coraggio, la forza, la determinazione e l'orgoglio di salire sul tavolo, come nel film de "L'attimo fuggente" e dar voce al tuo pensiero?

Solo se dai vita alla tua idea, al tuo progetto, e sei pronto a difenderlo, potrai davvero permetterli di vivere.

Buoni progetti!  Fico